Il Professore

“Quando insegni, insegna allo stesso tempo a dubitare di ciò che insegni.” (Ortega y Gasset)

La mattina era delle più buie, di quelle che ti puoi aspettare quando esci intorno alle 7, ma in alta montagna, circondato da neve. Ovunque.

In Alta Val Badia ero capitato per caso, per puro caso. La locale Scuola Media, esaurite le graduatorie, doveva trovare un professore di lettere per una sostituzione, poche settimane.

Il passaparola, dall’Alto Adige arrivò fino ad Ancona. Partito il 6 Gennaio, con un treno dopo l’altro che sembrava una tradotta, arrivo fino a Brunico e poi in bus a destino, San Vigilio di Marebbe, sotto il Plan de Corones. Un paradiso!

“Buongiorno Professore!” (con quella potente “r” che immaginate)

IMG_1559

Quella mattina, il mio primo giorno di scuola – da insegnante – iniziò con questo saluto rispettoso e imbarazzante, disciplinato e molto ossequioso.

Quasi un’autorità che veniva da lontano.

Italiano, Storia e Geografia in 2 classi di una “Scora Mesana al Plan de Mareo”, la Scuola Media di San Vigilio di Marebbe, una Scuola di lingua ladina. Studio e esercizio in 3 lingue, italiano, tedesco e ladino con le lettere italiane che a fatica si aprivano un varco fra questi ragazzi pieni di gioia e semplicità. Chi veniva a scuola col babbo che non sapeva parlare italiano o con il nonno che l’italiano se lo ricordava bene. Qualcuno arrivava con gli sci e se ne tornava a casa con la bidonvia. E dopo lo studio, via sulle piste.

Ho vissuto una favola fatta di stima, coerenza, calore e accoglienza. Da professore matricola, ho capito l’insegnamento come impegno sociale che proseguiva sempre e comunque fuori dalle aule, sui campi da sci come sui sentieri, di fronte a un tè caldo o davanti a un piatto di Knödel.

Ho appreso nel cuore qualcosa che non ho più ritrovato. Oggi faccio un altro mestiere!

Annunci